2023: la Croazia adotta l’euro e rimuove i controlli alle frontiere

Posted by Dario Favaretto
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Con un colpo solo il paese balcanico, nella Ue dal 2013, entra nell’eurozona e nell’area Schengen.

Di conseguenza, oltre a sostituire la kuna con l’euro, rimuove i controlli alle frontiere terrestri e marittime (per quelle aeree il passaggio avverrà il 26 marzo) e facilita la libera circolazione di persone e merci e rende possibile un flusso fluido del traffico stradale. Bocciate per il veto austriaco le domande di Romania e Bulgaria.

Tra le tante novità che scattate dal 1° gennaio ce n’è una storica e riguarda un doppio allargamento a livello europeo. Perché nello stesso giorno la Croazia, membro dell’Unione europea dal 2013, è entrata sia nell’eurozona e ha quindi sostituito la kuna con l’euro (il tasso di conversione è di 1 euro per 7,53450 kune croate), sia nell’area Schengen e quindi, per la prima volta dopo 11 anni, allarga i confini della zona continentale al cui interno non esistono più frontiere, né controlli interni.
La stessa domanda, insieme alla Croazia, era stata presentata relativamente all’ingresso nell’area Schengen anche da Romania e Bulgaria, ma per questi paesi almeno per ora è stata respinta a causa del veto austriaco motivato con i rischi di ritrovarsi con flussi incontrollati di migranti lungo la direttrice sud-orientale.
Dal 1° gennaio, quindi, sono rimossi i controlli alle frontiere sia terrestri che marittime, almeno per quanto riguarda i confini croati con gli altri paesi membri dell’area Schengen, mentre quelli aerei termineranno dal 26 marzo, in coincidenza cioè con il giorno in cui la IATA ha fissato la data per il cambio orario dal calendario invernale a quello estivo.
Oltre che a rimuovere le frontiere e a eliminare il controllo dei documenti delle persone, gli Stati membri dell’area Schengen sono obbligati a rimuovere tutti gli ostacoli per consentire un flusso fluido del traffico stradale. Di fatto quindi il controllo delle frontiere tra la Croazia e gli altri membri dell’UE di Schengen, tra cui Slovenia e Ungheria, sarà eliminato, in modo da favorire la libera circolazione di persone e di merci. Ovviamente, invece, i controlli rimangono in vigore per le frontiere estere, per i confini cioè con i Paesi non appartenenti all’area Schengen, vale a dire Serbia, Montenegro e Bosnia-Erzegovina.
Lo spazio Schengen, iniziato nel 1985 come progetto intergovernativo tra cinque paesi dell’UE – Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo – si è gradualmente ampliato fino a diventare la più grande area di libera circolazione al mondo. A oggi, oltre alla Croazia, comprende 26 Paesi, di cui 22 aderenti all’Unione europea (Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia) e 4 esterni, vale a dire Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein.

Fonte: uominietrasporti.it

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