Il primo numero 2022 di Logistica Management, gennaio/febbraio, sarà interamente dedicato alla fotografia del settore logistica che ogni anno realizziamo attraverso le interviste alle aziende che operano nel supply chain management.
La tradizionale Inchiesta di Logistica Management 2021-2022 viene realizzata intervistando gli operatori logistici, i fornitori di tecnologia e le associazioni di categoria del settore, come avviene tra dicembre e gennaio ormai dal 2013. Le interviste vengono poi sintetizzate per “tirare le somme” sull’anno passato e avanzare idee e prospettive per il prossimo.
Queste le domande che stiamo rivolgendo alle aziende:
1. Shortage e resilienza. La parola chiave degli ultimi mesi è: “shortage”, la carenza di materie prime e anche di componenti essenziali. Il deficit purtroppo riguarda anche le persone: sia per i ruoli più operativi, sia per quelli che richiedono competenze più sofisticate. Come le nazioni hanno le proprie riserve strategiche, così ci chiediamo se anche le aziende o le supply chain le abbiano o debbano in qualche modo prevederle. Le vecchie regole sugli acquisti – mai meno di due fornitori – sono ancora applicate? O al contrario il lean management si è rivelato essere nemico dell’imprevisto? Come è possibile essere lean e allo stesso tempo capaci di prevenire gli impatti negativi sull’andamento della catena di fornitura? State fronteggiando questi fenomeni, come fornitori o come utenti di servizio logistico o tecnologie specifiche? Se sì quali sono le soluzioni che avete applicato per ridurne l’impatto? In generale, come è possibile dare alla supply chain più resilienza e robustezza, di fronte a fluttuazioni di questa entità?

2. Il concetto di sicurezza è balzato in primo piano, principalmente per gli obblighi connessi alla difesa dal contagio da Covid-19. Come è stato interpretato nei vostri spazi logistici? Si è allargato alla protezione dell’ambiente di lavoro e alla prevenzione degli incidenti a persone e cose? Ha comportato l’integrazione con sistemi avanzati di visibilità e tracciabilità negli spazi chiusi? Se sì potete fare degli esempi?

3. Sicurezza informatica. Altra importante declinazione del concetto di sicurezza che è emersa negli ultimi mesi è quella informatica: visto l’aumento degli episodi di cybercrime verso organizzazioni di ogni tipo, anche di valore strategico come sanità, infrastrutture, supply chain complesse, avete implementato delle soluzioni ad hoc e se sì quali?

4. Le infrastrutture. Il Covid ci ha obbligati a pensare ad altro ma non è passato tanto tempo da un episodio gravissimo come il crollo del ponte Morandi e da altri incidenti simili che rendono il discorso sulle infrastrutture di collegamento e di trasporto ancora molto urgente. Qual è il punto della situazione secondo voi, relativamente a strade, autostrade, ferrovie, porti e relative connessioni? Che cosa c’è da fare e come? Quale contributo può venire dai fondi del PNRR/Next Generation EU?

5. Con la sostenibilità ormai si fa sul serio, anche a livello europeo: lo dimostrano progetti come il pacchetto climatico “Fit for 55” o gli obiettivi del già menzionato PNRR/Next Generation EU. Qual è la vostra visione sul tema? Riuscite a mettere a fuoco questi obiettivi e a integrarli nelle vostre attività? La trasformazione che questa evoluzione impone risulta essere per voi un costo o un beneficio, a livello di processi interni e di visibilità sul mercato? Riuscite a prendere in considerazione tutti e tre i pilastri della sostenibilità – ambientale, economica, sociale? Come si possono rivedere le supply chain alla luce di una prospettiva di economia circolare?

6. Lo sviluppo tecnologico, ulteriormente spinto dalla pandemia, porta ad aprire sempre nuovi scenari. Lato software con soluzioni di visibilità, tracciabilità e controllo (digital twin, stampa 3D, realtà aumentata…), supportate anche da nuovi scenari di comunicazione come quello offerto dal 5G; lato hardware con sistemi di automazione capaci di rendere più fluidi e ed efficienti i processi produttivi oppure logistici. Anche a livello di incentivi economici, l’Italia ha confermato il percorso avviato nel solco di Industria 4.0. Dal vostro punto di vista, quali sono le tecnologie che con maggior soddisfazione avete proposto come fornitori o avete implementato nei vostri processi come utenti?

7. Lo smart o remote working è stato una scelta obbligata anche nella logistica, almeno per tutti i ruoli a cui poteva essere applicato. Quali effetti ha avuto sulla gestione del personale, sulla qualità dell’ambiente di lavoro e sulla produttività aziendale? I cambiamenti sull’organizzazione saranno definitivi o sono solo temporanei?

8. La classica e immancabile domanda di bilancio. Quale commento potete dare all’anno appena trascorso, per quanto riguarda la vostra azienda o la realtà di cui fate parte? Quale augurio e aspettativa particolare potete esprimere per l’anno che sta per cominciare?

Le risposte possono arrivare per iscritto oppure essere rilasciate attraverso una breve intervista telefonica da concordare con la redazione. In ogni caso la deadline del progetto è fissata al 28 gennaio 2022.
Per ulteriori informazioni o chiarimenti potete contattare Cecilia Biondi, caporedattrice di Logistica Management, all’indirizzo: cecilia.biondi@editricetemi.com 

Fonte: Logistica Management