Elon Musk procede a grandi passi verso la conquista del mercato Internet. Merito dei suoi satelliti a bassa quota, che continua a mandare in orbita mentre il suo unico concorrente, Jeff Bezos con il suo Project Kuiper, non fa grandi passi avanti nei lanci, a dispetto dell’investimento di 10 miliardi di dollari e del permesso ricevuto dalla Federal communications commission (Fcc) statunitense nello scorso luglio.

Il tweet di Elon Musk

Un tweet di Musk chiarisce la nuova svolta del servizio Starlink, che fa capo alla società SpaceX. “Non colleghiamo le auto Tesla a Starlink, poiché il nostro terminale è troppo grande. Questo sistema è destinato agli aerei, alle navi, ai grandi camion e ai camper”. Elon Musk puntualizza che Space X ha depositato presso la Fcc una richiesta per collegare la rete di satelliti – finora mille – alle cosiddette “stazioni terrestri in movimento” (che in linguaggio tecnico sta per aerei, navi, camion e camper).

Con il suo tweet, Musk vuole evitare che si diffonda sui media la voce che le sue Tesla, che hanno appena iniziato una fase beta di guida autonoma con mille utenti, verranno collegate a Starlink, creando un ecosistema che sfiorerebbe il monopolio. Anche se il miliardario di origine sudafricana – il cui patrimonio è stimato da Forbes in 143,7 miliardi di dollari – non aveva escluso, nel gennaio 2020, la possibilità di una connessione Tesla-Starlink in futuro. “È certamente qualcosa che potrebbe accadere nei prossimi anni”, aveva detto. D’altronde, Starlink offre già la connessione ai jet Gulfstream, di cui Musk possiede due esemplari (l’ultimo comprato lo scorso agosto).

Come funzionerà il nuovo progetto

Il servizio si baserà anche sull’impiego di sofisticate antenne, come si evince da un comunicato di Amazon per lo studio di uno specifico hardware. Per quanto solitamente loquace, Musk non ha offerto dettagli sul tipo di antenne che userà per connettere aerei, navi e camion a Starlink. Sarebbero “identici ai terminali utente già installati su veicoli, navi e aerei”, si è limitato a dire.

Ricordiamo che, al momento l’azienda dal nome più altisonante tra quelle che hanno aderito a Starlink è Microsoft, con la sua piattaforma di cloud computing Azure. Al programma beta hanno aderito almeno 10mila utenti.

Una cosa è certa: l’installazione della nuova generazione di antenne spetterà a tecnici qualificati, a differenza degli attuali impianti fai-da-te di Starlink. E questo dettaglio suggerisce anche la creazione di posti di lavoro.

Fonte: Forbes