Integrazione uomo-robot verso l’industria 5.0

Posted by Dario Favaretto
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L’evoluzione industriale – Dall’industria 4.0 alla nuova realtà del 5.0

La tecnologia ha rivoluzionato il sistema economico, non solo con l’introduzione del Web, ma con un’evoluzione verso la piena digitalizzazione.

I computer sono sempre più piccoli ed efficienti, le reti cloud permettono gestioni direttamente attraverso server centrali, il tutto si integrandosi non solo nella catena produttiva ma anche nella gestione delle piccole, medie e grandi aziende.

In questa prospettiva negli ultimi anni si è parlato di una quarta rivoluzione industriale.

Il termine industria 4.0 è stato impiegato proprio per sottolineare la nuova realtà in cui si è sviluppata il settore industriale, un mondo in cui i robot sono un elemento integrante all’interno della produzione.

Così come nella vita quotidiana la digitalizzazione si integra in maniera completa in ogni ambito della realtà lavorativa.

Dalla prima scheda di registrazione delle presenze si è arrivato per esempio, all’impiego di software che regolano le varie strategie di supply chain e accelerano la produttività, con una migliore organizzazione dell’azienda per quanto riguarda il flusso di persone, l’attività, le informazioni e le risorse.

L’evoluzione è in continuo movimento e negli ultimi tempi non si può più parlare di industria 4.0, ma di una nuova era in cui in maniera diretta o indiretta siamo entrati: quella dell’industria 5.0.

In questa nuova realtà qual è il rapporto tra uomo e robot?

In questo articolo andremo a considerare alcuni degli aspetti più significativi.

 

Il rapporto uomo macchina – Quali sono i dubbi e le problematiche

Il rapporto uomo-robot è stato sempre al centro di molte contestazioni e discussioni. L’analisi principale che porta a una serie di critiche, riguarda la sostituzione dell’attività umana attraverso l’impiego di macchine sempre più sofisticate e gestite oggi da intelligenze artificiali.

Sin dalla prima rivoluzione industriale la tecnologia è stata necessariamente accettata, ma con una certa critica e in particolare, dai lavoratori, come una forma di minaccia.

L’evoluzione porta a dei cambiamenti ma questi non sempre possono essere integrati con il lavoro dell’essere umano.

In un recente articolo pubblicato dal Sole 24 Ore si è evidenziato come l’Italia è tra le nazioni che ha dato nuovo impulso alla produzione industriale attraverso l’impiego dei robot.

Le macchine sostituiscono l’uomo, ma al contempo dipendono da lui. È questo il legame che ormai da due secoli lega il lavoratore alla macchina. È inevitabile considerare che l’introduzione dei robot porta alla sostituzione di alcune mansioni che sono affidate agli uomini.

Sulle basi della digitalizzazione del settore industriale nasce una nuova realtà che per alcuni è un paradigma evolutivo.

Robot sempre più efficienti e con capacità di elaborazione più sviluppate dovrebbero soppiantare la figura dell’essere umano, rendendo la produzione una realtà del tutto automatica.

Invece le prospettive dell’industria 5.0 sono ben differenti.

 

La nuova rivoluzione – L’industria del 5.0

Il paradigma evolutivo si basa proprio sui presupposti che sono alla base della nuova rivoluzione industriale.

Non vi è più una competizione ma una vera e propria integrazione tra le attività che possono essere svolte dai robot e dai computer e quelle dell’essere umano. In un’era in cui la digitalizzazione è presente in tutte le fasi evolutive si è determinato un vero e proprio cambiamento del modo di lavorare che porterà a vantaggi sia nei riguardi delle aziende che per i lavoratori.

L’uomo si dovrà integrare all’interno di questo nuovo sistema affiancando la nuova tecnologia sia nell’ambito della digitalizzazione, che nell’impiego dei robot e dei relativi servizi.

La figura del lavoratore continuerà ad essere primaria. Infatti nella nuova industria 5.0 si uniranno due mondi: da un lato l’intelligenza umana che è insuperabile e la sua capacità manuale che rende ogni lavoratore indispensabile, dall’altro l’evoluzione del sistema digitale sia dal punto di vista meccanico che gestionale.

Se prima l’impiego di robot era solo uno strumento finalizzato ad aumentare la produzione ora invece, la digitalizzazione dei robot e la tecnologia sono il cardine si sui si possono sviluppare le nuove prospettive di un’azienda.

 

Le caratteristiche della nuova integrazione – Quali sono gli aspetti che rivoluzionerà

Ma quali sono le caratteristiche dell’industria 5.0? Di seguito sottolineiamo gli aspetti più rilevanti:

  • robotica collaborativa: il termine sta ad indicare un’integrazione del lavoro tra uomo e macchina che porta il lavoratore ad avere sostegno da parte della digitalizzazione dei robot con un alleggerimento delle sue competenze e delle sue attività;
  • realtà virtuale: i software elaborano i progetti, gestiscono le linee di produzione verificando quindi l’idea umana e la rendono sempre più efficiente e perfetta;
  • sicurezza: la rivoluzione 5.0 porta alla creazione di macchine che sono sempre più efficienti ma al contempo sicure e che rendono quindi il lavoro più veloce ma al contempo privo di rischi, in particolare in quei luoghi ove la presenza umana è indispensabile ma al contempo problematica per la sicurezza;
  • rielaborazione delle strutture produttive: le nuove prospettive porteranno quindi alla creazione di luoghi di lavoro migliori senza confini fisici, ma in cui il mondo virtuale si integra con la produzione e con la ricerca.

Quali sono i vantaggi di un’integrazione uomo-robot – Dal miglioramento delle strategie produttive alle realtà smart

Secondo alcuni analisti, mentre si cercano di definire quali sono gli aspetti principiali dell’industria 5.0 già si sta vivendo questa rivoluzione.

Infatti la digitalizzazione è presente all’interno delle attività lavorative come parte integrante della fase produttiva e ormai sono 10 anni che l’uomo si adatta a lavorare attraverso di essa.

Ma quali sono i vantaggi della nuova industria 5.0 e dell’integrazione tra uomo e macchina? La tecnologia se impiegata nel modo più giusto e consono può portare a un miglioramento non solo per la vita aziendale ma anche per il lavoratore:

  • le situazioni positive per i lavoratori: se da un lato l’automazione porta alla sostituzione in alcuni settori dei robot con l’essere umano, nell’integrazione delle attività principali, il lavoratore potrà collaborare con le macchine rendendo la sua attività sempre più completa. Inoltre l’uomo libero da lavori di routine potrà essere impiegato in compiti di controllo e di supervisione. Inoltre è stato ipotizzato che grazie ai nuovi settori che sono connessi con la tecnologia 5.0 vi sarà la creazione di nuovi posti di lavoro per le realtà innovative che si verranno a determinare;
  • l’integrazione per le aziende: l’integrazione uomo-robot determinerà un grosso impulso dal punto di vista delle strategie di produzione. Ormai da anni è in atto un vero e proprio cambiamento che porta alla creazione di sistemi integrati, gestiti da software specifici e che permettono di regolare in maniera più proficua le varie fasi della rete aziendale, dai lavoratori al cliente. L’efficienza degli elementi tecnologici porta a una riduzione dei costi, una maggiore competitività e soddisfazione da parte dei clienti con una relativa crescita aziendale. In questo modo le risorse potranno essere impiegate per nuove forme di sviluppo e di tecnologie. 

fonte: Automation Tomorrow

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