Amazon spinge l’acceleratore sulle consegne in un giorno. Mentre la notizia delle indagini antitrust in corso negli Stati Uniti stava facendo crollare in Borsa il titolo della società di Jeff Bezos, così come quelli di Apple, Facebook e Google, da Seattle il colosso dell’e-commerce (e del cloud computing, con Aws) ha annunciato un primo traguardo già raggiunto per l’ambizioso progetto noto da qualche settimana: sono già oltre 10 milioni gli articoli disponibili in “consegna lampo” per i clienti Prime, quelli iscritti al servizio premium in abbonamento annuale. In un analogo progetto è impegnata anche la concorrente Walmart, avendo in catalogo al momento 200mila articoli in consegna entro la giornata successiva all’ordine.

Con l’annuncio del traguardo dei 10 milioni, Amazon ha colto l’occasione per raccontare qualcosa su statistiche e funzionamento del servizio Prime. I prodotti acquistati in modalità “one day” sono soprattutto libri, prodotti di bellezza, salviettine per la cura dei neonati, detersivi per piatti e trasportini per cani. Nei primi tre mesi di quest’anno, sommando l’offerta disponibile in consegna nel giorno stesso dell’acquisto (Prime Now) e in quello successivo risultavano coperte oltre 10mila località statunitensi. Prime è disponibile anche in Alaska, Hawaii e Puerto Rico, ma con tempi di recapito che variano da 24 ore a cinque giorni, nonché in altri 16 Paesi oltre agli Usa.

Tutto ciò è reso possibile dalla rete logistica e intralogistica dell’azienda di Bezos, una rete costruita nel corso di vent’anni per consentire di “creare una esperienza clienti di prima classe, sostenuta da incredibili dipendenti e da una grandiosa tecnologia”, scrive l’azienda sul suo blog con decisa enfasi. Attualmente la rete statunitense di Amazon include 100 magazzini di imballaggio, 10 centri di smistamento, 100 stazioni di consegna e 20 scali aeroportuali.

Il gigante del commercio elettronico non si ferma qui. In programma c’è l’allargamento dell’offerta disponibile in un giorno, sia per quanto riguarda gli articoli in catalogo sia per le aree geografiche coperte. Come recentemente dichiarato dal chief financial officer Brian Olsavsky, il budget da investire nel secondo trimestre di quest’anno per l’accorciamento dei tempi di consegna di Prime era di 800 milioni di dollari. Negli Usa si punterà, fra le altre cose, a potenziare l’offerta di prodotti alimentari e per la cura della casa di WholeFoods, mentre nel Regno Unito Amazon vorrebbe inaugurare dieci negozi temporanei “click and mortar”, finalizzati a creare un canale di vendita “fisico” per gli operatori finora attivi solo sull’e-commerce. Un progetto pilota, che prima di realizzarsi dovrà ottenere il via libera istituzionale (a tal fine, una società indipendente realizzerà un report da sottoporre alla valutazione del governo britannico) e che sarà accompagnato dalla creazione di un fondo da un milione di sterline, con cui Amazon potrà dedicarsi alla formazione di 150 persone in materia di gestione aziendale, marketing per l’online e servizio clienti.

fonte: ictBusiness