Dare una definizione di logistica integrata nell’era dell’e-commerce, dell’omnicanalità e del just in time non è semplice. Per il semplice fatto che oggi un sistema logistico integrato è un vero e proprio ecosistema all’interno del quale convergono informazioni, competenze, piattaforme e strumenti che nelle aziende tradizionali trovano collocazione in luoghi e funzioni spesso molto distanti tra loro. Dalla gestione degli ordini a quella del magazzino, passando alla conservazione documentale, l’architettura della logistica integrata consta di una moltitudine di elementi che possono essere orchestrati solo se l’organizzazione ha raggiunto una sufficiente maturità sul piano della digitalizzazione dei processi legati al Supply Chain Management. Questo presuppone non solo uno sforzo da parte dell’impresa che intende dare vita a un sistema di gestione a costi ottimizzati, ma anche un adeguamento dei partner e dei fornitori, che devono a loro volta concorrere affinché l’intera filiera generi prestazioni misurabili in funzione dei medesimi standard. C’è poi l’imprescindibile tema della raccolta e dell’analisi dei dati: un sistema logistico integrato rappresenta la premessa indispensabile per l’interscambio delle informazioni riguardanti l’efficienza e l’efficacia di ciascun processo. Solo adottando protocolli comuni e canali condivisi si possono alimentare correttamente i database a cui attingeranno le soluzioni analitiche per individuare colli di bottiglia e margini di miglioramento del ciclo logistico. Il che apre gradualmente le porte alla completa automazione della catena di approvvigionamento industriale.

Cos’è la logistica integrata

Proviamo innanzitutto a rispondere a questa domanda: cos’è la logistica integrata? È un approccio innovativo alla gestione delle varie fasi che contraddistinguono la trasformazione di un input in un output all’interno del processo logistico. Parlare in modo preliminare di tecnologia e di digitale è metodologicamente sbagliato, in quanto le tecnologie, e in particolar modo quelle digitali, sono soltanto strumenti che aiutano l’organizzazione a perseguire un obiettivo. Deve esserci quindi prima di ogni altra cosa la chiara volontà di rendere il processo più trasparente possibile, includendo collaboratori, partner e fornitori nell’elaborazione di un sistema che permetta a ciascun elemento – interno o esterno all’azienda – di comunicare il proprio status e le operazioni eseguite o in programma in maniera rapida, sicura e univoca. Solo a questo punto intervengono le soluzioni tecnologiche, che consentono a ogni attore – uomo o macchina che sia – di ricevere un input, elaborarlo e trasmetterlo al sistema, dove verrà correlato in tempo reale con tutti gli altri dati provenienti dal resto della filiera. La centrale può così scattare una fotografia dinamica di tutti i processi in atto, localizzando con esattezza dove si trova un determinato prodotto, che operazione sta svolgendo un certo macchinario, stabilendo quali sono i livelli di performance rispetto al benchmark del mercato, ai KPI aziendali e agli obiettivi prefissati dalle strategie di business.

Come funziona la logistica integrata

Non c’è niente di meglio, per comprendere un concetto complesso, che esplicarlo nei suoi risvolti pratici (soprattutto se si parla di logistica integrata che, paradossalmente, è sinonimo di semplificazione). Per fare un esempio, partiamo da quello che di solito è lo step che mette in moto la supply chain: la ricezione e la gestione di un ordine di vendita. Una volta ricevuto e inserito a sistema, in un ambiente integrato il CRM comunica con l’ERP e verifica se ci sono le condizioni per andare in produzione. Se mancano materie prime o componenti necessarie alla realizzazione di quanto ordinato, viene diramata – sempre per via digitale – una richiesta d’acquisto all’ufficio procurement, che l’approva e inoltra la documentazione ai fornitori. Il passo successivo è quello che riguarda le operazioni di deposito e trasporto della merce ordinata. Nel momento in cui uno stock entra in magazzino, gli addetti alla ricezione scansionano con un lettore (di codici a barre o QR o ancora RFID) ciascun collo, inviando in tempo reale i dati alla centrale operativa. Non appena giunge la notifica, il sistema correla le informazioni con quelle contenute nel registro degli eventi e nell’inventario, verificando l’effettiva possibilità di avviare il ciclo produttivo. Una volta che questo è partito, ciascuna fase del processo di trasformazione viene monitorata in modo da tracciare l’avanzamento dei lavori ed eventualmente notificare agli attori interessati – inclusi i clienti finali – possibili imprevisti che determinano ritardi nella consegna. L’iter si chiude per l’appunto con l’emissione dell’output, il suo posizionamento in magazzino e la spedizione verso il cliente. Il tutto effettuato con la massima efficienza possibile, e con tempi e costi ridotti ai minimi termini. Senza contare la maggiore soddisfazione del cliente.

Il cuore è l’analisi dei dati

Dovrebbe ora essere più chiaro a cosa serve, praticamente, la logistica integrata. Ma i vantaggi sopra elencati sono solo i più immediati tra i molti benefici che un sistema del genere può portare al business. Come detto, il cuore di questo approccio è l’analisi dei dati. Che oltre a rendere monitorabile in real time l’intero ecosistema consente anche – adottando tecnologie di Intelligenza Artificiale e Machine learning – di costruire modelli predittivi capaci di ottimizzare produzione e distribuzione e di prevedere guasti e disservizi lungo la filiera, con la possibilità di intervenire tempestivamente per prevenirli. Gestione e misurazione nella logistica integrata sono dunque attività che possono essere notevolmente semplificate, a patto che si costruisca un’architettura che garantisca l’integrità, la rapidità e la sicurezza dei flussi informativi.

fonte: Digital4