Un po’ Uber, un po’ BlaBlaCar. Solo che il core business della start up calabrese Macingo non è il trasporto delle persone, ma quello delle merci: su e giù per l’Italia. Per il resto il servizio funziona più o meno allo stesso modo, tutto online attraverso una piattaforma che mette in rete le aziende di trasporto e chi ha bisogno di ricevere o consegnare merci di ogni tipo: dagli alimentari all’abbigliamento; dalle moto alle carpenteria.

Un mercato poco conosciuto, ma non certo di nicchia: basti pensare che in tutta Europa il settore online del trasporto di merce ingombrante vale circa 100 miliardi di euro, mentre in Italia è stimato in 8 miliardi e coinvolge 113mila aziende, composte all’80% da padroncini. Macingo ha un parterre di circa 1.500 aziende di trasporto registrate sul sito con 4mila mezzi censiti e ha conquistato un fetta di mercato che vale tre milioni di euro. Nel 2017 ha totalizzato 100mila richieste di trasporto vendendone 8mila, incassando 280mila euro di commissioni da chi ha usato il servizio.

D’altra parte un servizio del genere si presta bene alla conformazione geografica del Paese e spesso capita che un camion dopo aver attraversato l’Italia da nord a sud torni alla base vuoto. L’idea di Macingo è di ridurre al massimo gli sprechi permettendo al trasportatore di guadagnare di più consumando di meno e a chi deve consegnare di spendere meno, riducendo l’inquinamento: secondo la società i risparmi arriverebbero all’80%.

Abbastanza per attrarre l’interesse di imprenditori e investitori italiani. L’ultima in ordine di tempo è l’azienda salernitana Mecar, leader nel trasporto su gomma da oltre 60 anni, entrata nel capitale di Macingo insieme a Digital Magics, il più importante incubatore di startup digitali “Made in Italy”. Nell’ottica di Mecar, l’investimento è strategico lungo il percorso che porta a una riduzione dei costi dei trasporti, ma soprattutto a un calo delle emissioni. D’altra parte il presidente del gruppo, Gianandrea Ferrajoli, ribadisce come un mantra la necessità di reinventare la “value proposition” del settore affinché il mercato dell’autotrasporto sappia trasformarsi in un service provider al passo con “le esigenze di un mercato sempre più dinamico e veloce”.

In concreto l’ingresso di Mecar nel capitale di Macingo servirà a sostenere le ambizioni di crescita della start up calabrese con lo scopo di accelerare il consolidamento del mercato italiano. “È l’unico investimento di minoranza che abbiamo oggi in portafoglio, a testimonianza della fiducia che abbiamo nella crescita di questa startup” dice Ferrajoli che poi aggiunge: “Vediamo un’opportunità nelle enormi inefficienze che ci sono nel prenotare un trasporto e soprattutto ottimizzarne i carichi”.

“Per noi è un traguardo molto importante – spiega Samuele Furfaro, co-fondatori di Macingo e presidente dei Giovani Industriali di Confindustria Reggio Calabria – perché testimonia la bontà del lavoro fin qui svolto. Questo nuovo upgrade rappresenta per la nostra startup uno stimolo ulteriore a innalzare la capacità innovativa e la qualità stessa dei servizi”. L’imprenditore, poi, non nasconde la soddisfazione per aver dimostrare che “nel Sud e in Calabria è possibile fare impresa, attrarre investimenti e creare sviluppo intorno ad idee e progetti che hanno una forte connotazione innovativa”.

“Noi – chiosa Marco Gay, AD di Digital Magics – abbiamo creduto fin da subito in questo investimento, non solo per la piattaforma unica che permette a privati e aziende di richiedere il trasporto di auto, moto, prodotti industriali, ma anche perché è una neoimpresa digitale nata e attiva in Calabria, portando avanti l’economia del Sud Italia e dell’Italia”.

fonte: Business Insider