Sempre più fusioni e acquisizioni nella logistica italiana

Posted by Dario Favaretto

Il 2016 appena andato in archivio verrà ricordato come un altro anno di acquisizioni e fusioni per il settore della logistica in Italia. Molte operazioni si sono viste in ambito immobiliare nella compravendita di magazzini e centri logistici ma ancora più significative sono state le transazioni che hanno riguardato società di logistica e spedizioni.

Solo per citarne alcune fra quelle di rilevanza maggiore si ricorda il recente passaggio di BRT al gruppo francese GeoPost, così come l’acquisizione della casa di spedizioni Aprile da parte della Savino Del Bene, la cessione della Trasporti Romagna agli investitori istituzionali Atlante Private Equity e Unigrains. MIT passata a DHL Supply Chain, così come qualche mese prima il fondo d’investimento IGI Sgr aveva messo le mani sull’azienda di logistica Bracchi. Una vivacità sul fronte delle acquisizioni e delle fusioni fra società che secondo Damiano Frosi, ricercatore dell’Osservatorio Contract Logistics, è conseguenza di tre fattori specifici.

«La notizia dell’acquisizione di una quota del gruppo BRT da parte di La Poste ha suscitato clamore nel mondo della logistica e non solo. Si tratta, infatti, del principale player per fatturato nel mercato della logistica in Italia (oltre 1 miliardo di euro), un’azienda italiana che, insieme a SDA (Poste Italiane), “difende” il tricolore in un mercato piuttosto concentrato di corrieri, in cui operano principalmente operatori esteri come DHL, GLS, UPS, Fedex, ecc.» dice Damiano Frosi, ricercatore dell’Osservatorio Contract Logistics del Politecnico di Milano.
«Ma questa – aggiunge ancora – è soltanto l’ultima di tante operazioni importanti nel settore (e di altrettante voci) del 2016, a cui stanno puntando anche i fondi di investimento. Si pensi all’operazione Atlante Private Equity-Trasporti Romagna, in cui il controllo dell’azienda veneta a conduzione familiare (con un fatturato di oltre 110 milioni di euro) è passato a Imi Fondi Chiusi e alla francese Unigrains, con l’obiettivo di rafforzare dal punto di vista manageriale e far crescere ancora di più questa realtà, sia in modo organico sia con altre operazioni esterne. Oppure all’operazione IGI-Bracchi, in cui il fondo ha comprato il 64% del capitale dell’azienda bergamasca (con un fatturato di oltre 80 milioni di euro) e anche in questo caso l’intento è quello di sostenerne il piano di ulteriore espansione e di crescita, in particolare a livello internazionale».

Perché tutte queste acquisizioni?

Le principali motivazioni sono tre secondo Frosi.
«Innanzitutto
– spiega – perché il grado di terziarizzazione continua a crescere. È vero che i margini del settore non sono invidiabili (i principali player hanno mediamente un rapporto Ebitda/Fatturato intorno al 4%), ma il mercato della logistica conto terzi continua a crescere e si dimostra attrattivo: si parla di 43,5 miliardi di euro di logistica in outsourcing, con un incremento di 4 miliardi negli ultimi 5 anni». Inoltre, sempre secondo il ricercatore del Politecnico di Milano, solo il 40% della logistica è terziarizzata e dunque il mercato potenziale è ancora vasto: basti pensare che il valore totale della logistica in Italia (in-house e outsourcing) è stimato intorno ai 110 miliardi di euro.

«In secondo luogo – prosegue ancora Frosi – il mercato è molto frammentato. Le aziende operanti nella logistica conto terzi sono ben 97.000 e la dimensione media delle aziende è nettamente inferiore rispetto a quella di altri Paesi. Dal punto di vista economico/finanziario è semplice per i grandi gruppi stranieri entrare nel nostro Paese tramite acquisizioni e per le aziende già operanti in Italia effettuare fusioni ed acquisizioni per ampliare la propria quota di mercato».

La terza ragione risiede nel fatto che le esigenze di aziende committenti e consumatori (in generale le esigenze della domanda) stanno cambiando velocemente. Il ricercatore dell’Osservatorio Contract Logistics conclude spiegando infatti che «l’ eCommerce cresce a doppia cifra e porta nuovi attori e modelli nel mondo della logistica. Diverse aziende committenti (soprattutto retailer) rivedono le logiche di approvvigionamento dei punti vendita, avvicinando anche il mondo B2B a un modello di logistica “a pezzi” e la distribuzione “green” nei centri urbani diventa un requisito fondamentale. Queste dinamiche stanno portando diversi operatori logistici a modificare la propria strategia e il proprio portfolio di servizi offerti. In alcuni casi il modo più rapido per seguire questi cambiamenti è realizzare acquisizioni/fusioni/partnership con altri attori logistici aventi competenze e asset adeguati».

Anche secondo Carlo Mearelli, ormai ex-presidente di Assologistica e attualmente consulente tramite la società The Advisory Lab, «l’Italia rimane in generale un Paese dove il business della logistica è molto frammentato, con margini di guadagno risicati e dominati soprattutto da grandi gruppi stranieri e con qualche operatore italiano che riesce a tenergli testa».
Più nel dettaglio Mearelli fa notare che «la massa critica non si riesce a realizzare nella logistica se tu non hai un’offerta globale da proporre al mercato. Sempre di più le concentrazioni industriali si stanno rivolgendo a livello globale con i loro tender per i servizi di logistica e faticano un pò le imprese che non hanno una presenza internazionale. Questa è la motivazione che spiega il delta esistente tra i grandi gruppi stranieri e italiani e fra i primi della classe del comparto rispetto a tutte le aziende che rimangono invece al di sotto della soglia dei 50 e dei 10 milioni di euro di fatturato».

In conclusione Mearelli, nonostante il trend crescente di operazioni di M&A, sottolinea che in Italia il consolidamento fra operatori stenta a farsi largo: «C’è una preponderanza di operatori che preferiscono rimanere chiusi nel proprio orticello, non c’è una visione di sistema a lungo periodo e questo evidentemente rende debole l’intera catena logistica anche in relazione a quello che dovrebbe essere il ruolo della logistica come elemento qualificante del sistema produttivo».

fonte: Nicola Capuzzo – Logistica Efficiente

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